mareNonostante il territorio corso sia prevalentemente montuoso, come nel caso della Valle della Restonica, chi conosce la Corsica solo superficialmente la associa immediatamente alla possibilità di godere della sua costa immacolata. Considerata come una Sardegna più economica e meno sovraffollata dai turisti, la Corsica è amministrata dalla Francia, della quale rappresenta una delle 18 regioni – quella più a meridione -, sebbene sia considerata mentalmente come un’estensione dell’Italia.

Questo non certo per mancanza di rispetto nei confronti dei cugini francesi, né per le circostanze storiche della sua gestione politica (in Corsica del resto è da sempre attivo un forte movimento autonomista, basti pensare all’antica Repubblica Corsa di Pasquale Paoli!) ma perché questa zona d’Europa è più vicina al sentire italiano per il tipo di geografia, orografia, per la cultura e per la lingua, per il cibo e la storia.

Del resto nella mente di molti italiani la cessione della Corsica alla Francia per debiti economici da parte della Repubblica di Genova nel 1768 è tuttora un disonore e un gran peccato: c’è chi ancora la considera, sentimentalmente, una parte vera e propria del Bel Paese. Anche un politico come Napoleone III, nonostante l’origine corsa della sua illustre famiglia, sapeva bene tutto questo: nella seconda metà del diciannovesimo secolo impedì per legge l’uso della lingua italiana su tutto il territorio isolano, per evitare il diffondersi di impeti patriottici che potessero spingere la Corsica verso il Regno d’Italia che andava unificandosi.

Servì solo fino a un certo punto: la lingua corsa rimane un punto di contatto tra sardo, toscano, italiano e francese, e l’organizzazione sociale tradizionale in Corsica risente molto di più dell’antica dominazione pisana o genovese che non transalpina. All’insofferenza nei confronti della Francia si devono anche dei movimenti irredentisti che a più riprese hanno portato anche all’uso delle armi e della violenza, e hanno spinto i governi francesi a dotare l’isola di uno statuto autonomo nel riconoscere la sua unicità storica e territoriale.